Cristian Maretti è il nuovo presidente di Legacoopagroalimentare

Cristian Maretti è il nuovo presidente del Legacoopagroalimentare. Lo ha eletto all’unanimità l’assemblea delle delegate e dei delegati dell’associazione, riunitasi il pomeriggio del 6 ottobre a Roma. L’assemblea ha rivolto un ringraziamento ed un apprezzamento sinceri a Giovanni Luppi per il lungo impegno alla guida dell’Associazione. La mattina successiva si è tenuta la parte pubblica dell’assemblea che ha visto la partecipazione di rappresenti del mondo politico-istituzionale e dell’associazionismo del settore.

Sono intervenuti Virginia Raggi, Sindaco di Roma; Teresa Bellanova Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali; Enrica Onorati, Assessora Agricoltura Regione Lazio; Maura Latini, Amministratrice Delegata Coop Italia; Giorgio Mercuri Presidente Alleanza Cooperative Italiane Agroalimentare; Ramón Armengol Presidente Cogeca; Paolo De Castro Parlamentare europeo, Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale; Manlio Di Stefano Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale; Simona Flavia Malpezzi Sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento, Presidenza del Consiglio dei ministri Raffaele Rinaldi Responsabile Ufficio Credito e Sviluppo ABI; Dino Forini Direttore generale Cooperfidi Italia; Simone Gamberini Direttore generale Coopfond.

 

Il saluto di Virginia Raggi, Sindaco di Roma; letto dalla Direttrice di Legacoopagroalimentare Sara Guidelli

 

Caro presidente,

Mi dispiace non poter essere con voi oggi, ma voglio comunque portarvi il mio saluto e quello di tutta la città di Roma.

Voglio farvi arrivare il mio ringraziamento per quello che avete rappresentato nei mesi più difficili della pandemia. La filiera agroalimentare non si è mai fermata, ha permesso con grande abnegazione di sostenere l’approvvigionamento costante di tutta la distribuzione, dei consumi e dei bisogni delle famiglie italiane. Ed è stato fatto garantendo sempre la sicurezza.

Non solo. In tantissimi casi avete donato e aiutato a donare, che è il segno più bello di questi mesi.

Roma apprezza molto il lavoro che voi cooperatori, nelle vostre aziende, svolgete tutti i giorni per tenere alto il valore della produzione agroalimentare.

Quello che stiamo vivendo è un momento di ripartenza. E la ripartenza ha il suo motore: il lavoro. Tutti insieme dobbiamo cooperare per riaccendere rapidamente questo motore. Il lavoro rappresenta la sfida più importante per il rilancio del Paese. È una sfida impegnativa, ma oggi abbiamo un’enorme opportunità.

Le Istituzioni hanno ora il compito di sostenere le aziende, ridare ossigeno ai comparti in difficoltà, compreso quello della ristorazione, dell’ospitalità e dell’enogastronomia, che sono un naturale sbocco della vostra produzione.

Roma è al vostro fianco.

Grazie a tutti e buon proseguimento dei lavori.

Virginia Raggi

 

L’intervento di Teresa Bellanova, Ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali

 

“Vi ringrazio per il contributo che, proseguendo le vostre attività nei mesi più difficili dell’epidemia, avete assicurato per far funzionare quella che io chiamo la ‘filiera della vita’, ovvero la disponibilità di prodotti alimentari per tutti i nostri concittadini”.

A dirlo è stata la Ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova, nel suo videointervento con il quale ha voluto partecipare, nell’imminenza di un importante Consiglio dei Ministri che non le ha permesso di essere presente ai lavori, all’Assemblea di Legacoop Agroalimentare.

Numerosi i temi sui quali la Ministra si è soffermata. Tra questi, oltre ai contratti di filiera, le risorse del Recovery Fund che saranno impiegate per il settore. È necessario “spendere e spendere bene -ha detto- con l’obiettivo di dare risposte all’emergenza di questo paese che si chiama lavoro. Cercheremo di incrementare reddito e occupazione in modo duraturo”. Per Bellanova le risorse aggiuntive serviranno a “ridisegnare un settore sempre più verde, digitalizzato e fondamentale per il rilancio economico del Paese”.

Riferendosi poi all’attualità, Bellanova ha sottolineato come, nell’ottica delle norme per il contenimento del Covid-19, occorra guardare alla “necessità di decongestionare aree troppo popolate e porre un’attenzione particolare alle aree interne e rurali con un piano per portare la banda ultralarga nelle aree interne, quindi anche nelle zone a fallimento di mercato. E questo attiene a politiche pubbliche”. “Ma affinché le aree interne siano attrattive -ha continuato Bellanova- un tema importante, che mettiamo nella strategia del Recovery, riguarda la sanità, la formazione e quindi la presenza del sistema scolastico e una serie di servizi che devono essere impiantati; in sostanza, significa dare le stesse opportunità e condizioni che le persone hanno vivendo nei centri urbanizzati.

La Ministra ha concluso augurando buon lavoro ai cooperatori e ribadendo la disponibilità del ministero a proseguire il dialogo e la collaborazione con le associazioni cooperative sui temi del settore.

 

I lavori sono proseguiti con la relazione di Cristian Maretti

 

“La capacità di tenuta e di riorganizzazione produttiva dimostrata dal sistema agroalimentare durante l’emergenza sanitaria non sminuisce di certo le preoccupazioni per il pesante impatto sui bilanci di quest’anno, ma rappresenta anche il punto di partenza per una ripresa che passa soprattutto attraverso progetti per l’integrazione, l’innovazione e la sostenibilità delle filiere, che consentano di utilizzare le risorse messe a disposizione dall’Europa. Un impegno che ha bisogno, naturalmente, di un supporto adeguato da parte delle nostre istituzioni.”

È il messaggio che Cristian Maretti, neopresidente di Legacoop Agroalimentare, lancia in occasione dell’Assemblea pubblica dell’associazione che rappresenta circa 1.500 cooperative, presenti in molti comparti dell’agroalimentare, con 198.581 soci, oltre 29mila addetti ed un fatturato complessivo, nel 2019, di circa 9,7 miliardi (di cui oltre 1,6 miliardi di export).

“A fronte della crisi provocata dalla pandemia -sottolinea Maretti- la nuova politica dell’Unione, frutto anche del pregevole impegno negoziale da parte del governo italiano, con l’attivazione di risorse ingenti per la ripresa, riapre la possibilità di una nuova stagione di crescita europea; la cooperazione italiana ha le carte in regola per dimostrare quanto di buono ha fatto e quanto potrà fare nel futuro cavalcando la strategia ‘farm to fork’, rispetto alla quale può contare su esperienze che da tempo fanno parte del suo modo di fare impresa, ed investendo in progetti di riorganizzazione strutturali che potranno inserirsi nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza”.

La cooperazione italiana ha infatti avviato un lavoro per definire progetti di filiera in grado di allineare la necessità competitiva dell’agroalimentare con le priorità di un sistema sostenibile nella prospettiva del “green new deal”. Progetti che interessano, per limitarsi a qualche esempio, le filiere agroitticoalimentari, con l’obiettivo di favorire la transizione verso un’economia circolare, ridurre al minimo i rifiuti e favorire il recupero degli scarti e delle plastiche in mare, investire in ricerca e massimizzare il riutilizzo di risorse normalmente considerate scarti; la filiera dell’allevamento  del lattiero-caseario, per la produzione di energie alternative da liquami o altri sottoprodotti, in particolare la realizzazione di impianti di biometano liquido utilizzabile per autotrazione; e, ancora, la filiera cerealicola per una valorizzazione sul territorio, con un approccio integrato che inneschi un legame diretto tra produttori, attori della trasformazione e consumatori.

Rispetto a questo quadro, va evidenziato come la vera sfida sia ora quella della capacità di spesa. “Spesa -sottolinea Maretti- che deve servire per investimenti ‘buoni’, nel senso di creazione di valore aggiunto, altrimenti restano solo ulteriori rate di debito da rimborsare in una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente, anche per l’aggressiva politica degli USA sulle relazioni commerciali internazionali, rispetto alla quale è di grande importanza proseguire con il percorso avviato con il ‘Patto per l’export’ e con il grande lavoro fatto dall’Unione Europea attraverso gli accordi commerciali con Canada e Giappone e sul reciproco riconoscimento delle indicazioni geografiche con la Cina”.

Quella di un impiego produttivo delle risorse comunitarie assume, insomma, il carattere di “ultima possibilità” tra un deciso scatto in avanti ed un destino avviato verso un declino inesorabile di un paese che già prima della pandemia faceva registrare la produttività più bassa tra tutti i paesi Ocse, l’ultimo posto per tasso di crescita del PIL negli ultimi dieci anni tra le prime 30 economie del mondo, il nono posto in Europa per investimenti in ricerca e sviluppo.

“Purtroppo -osserva il Presidente di Legacoop Agroalimentare- la capacità di spesa dei fondi europei ‘ordinari’ da parte del nostro paese non lascia spazio all’ottimismo, così come alcuni provvedimenti degli ultimi mesi. Non si può assistere ad un click-day che, in meno di un secondo, esaurisce tutte le risorse del bando Impresa Sicura di Invitalia! Non si può accettare l’esclusione dalla decontribuzione per l’assunzione o il reintegro di lavoratori in CIG prevista dal decreto agosto di cooperative colpite duramente nel fatturato perché non comprese nei codici ATECO previsti! Non si può comprendere l’esclusione dell’intera filiera ortofrutticola dall’esonero semestrale del versamento dei contributi previdenziali perché beneficiaria di un intervento per l’emergenza della cimice asiatica!”.

“Senza dimenticare -aggiunge Maretti- che sul nostro settore pendono ancora, come una spada di Damocle, Plastic e Sugar Tax che, insieme con l’aumento del costo per il Conai, rischiano di far saltare tutti i conti delle aziende”.

“L’agroalimentare -conclude Maretti- ha dato un contributo importante al Paese in una fase difficile, impegnandosi a garantire a tutti la disponibilità di prodotti alimentari; merita di essere sostenuto, non ostacolato, nel percorso verso la ripresa”. 

Cristian Maretti – Chi è il nuovo Presidente di Legacoop Agroalimentare

Nato a Riolo Terme (RA) nel 1969, Cristian Maretti è il nuovo Presidente di Legacoop Agroalimentare. Lo ha eletto all’unanimità ieri sera a Roma la Direzione Nazionale dell’Associazione. Dal 2015 Maretti è presidente di Legacoop Agroalimentare Nord Italia, dove già rivestiva la carica di direttore dal 2010. Laureato in Scienze Agrarie, ha conseguito un diploma di specializzazione post-universitaria in Gestione delle Imprese Agricole e Agro-alimentari presso il Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Méditerranéennes di Montpellier. Componente del Consiglio di Presidenza di Legacoop Nazionale, dal 2017 ricopre il ruolo di VicePresidente di Fruttagel dal 2017 e, dal 2018, di Consigliere di Coopfond, il fondo di promozione di Legacoop.

 

Le Conclusioni di Mauro Lusetti, presidente Legacoop Nazionale

 

“Viviamo sospesi in una bolla, tra una crisi sanitaria che non passa e una crisi economica che, dopo le conseguenze del lockdown, ancora non si manifesta pienamente e si annuncia minacciosa, con pesanti risvolti sociali, e di tempo indefinito”.

A dirlo è stato il Presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, concludendo i lavori dell’Assemblea di Legacoop Agroalimentare.

“Per dirla con l’OCSE –ha sottolineato Lusetti- siamo in una situazione di ‘profonda incertezza’, che segna la nostra vita sociale e privata, attraversa le nostre comunità, determina le difficoltà delle nostre imprese, delle nostre organizzazioni, del nostro Paese. Le Istituzioni, e noi come forze economiche e sociali, siamo impegnati a predisporre le soluzioni per tentare di rilanciare il paese. Come cooperatori diciamo che la ripresa economica non deve andare a discapito della coesione sociale, dobbiamo tenere insieme questi due aspetti, perché per uscirne presto e insieme, nessuno va lasciato indietro”.

Dopo aver augurato buon lavoro al neopresidente Cristian Maretti ed ringraziato Giovanni Luppi per il lungo impegno al servizio dell’associazione, Lusetti ha ricordato il ruolo delle cooperative nei mesi passati: “le cooperatrici e i cooperatori ci sono stati, le cooperative sono state in prima linea a fronteggiare l’emergenza. Il vostro settore lo sa, avete presidiato produzioni essenziali per alleviare la tensione e la preoccupazione materiale degli italiani, per non aggiungerne di ulteriori in quella fase così difficile”.

“Adesso -ha aggiunto- l’impegno che attende la cooperazione, a partire da quella agroalimentare, è quello di un efficace riposizionamento in direzione della sostenibilità -ambientale, economica e sociale- da realizzare in coerenza con i principi che hanno caratterizzato la storia ultracentenaria dell’impresa cooperativa, per affermare un nuovo modello di sviluppo e di economia centrati sulla persona e sul rispetto dei beni comuni. Questo impegno che sarà tanto più efficace se sarà portato avanti nel contesto dell’Alleanza delle Cooperative: un progetto in vita da molti anni, che a questo punto ha bisogno di compiere uno scatto in avanti per essere all’altezza delle aspettative dei soci delle cooperative e, più in generale, di chi guarda alla cooperazione come soggetto promotore di coesione e di benessere delle comunità”.