Re.Leg.Art compie 45 anni e chiude Free Word: i ragazzi presentano diari, album e cornici nati dalle loro parole

A Numero Zero la conferenza finale del progetto sostenuto da Fondazione Intesa Sanpaolo, nel giorno del quarantacinquesimo compleanno della cooperativa.

Si è conclusa l’esperienza di “Free Word – Parole libere che rendono liberi”, il progetto di Re.Leg.Art avviato il 1° novembre 2025 e in chiusura il 30 novembre 2026, e i risultati sono stati presentati alla città nella conferenza stampa finale, ospitata dal ristorante inclusivo Numero Zero. Un anno di lavoro, condiviso da quindici ragazzi provenienti dal Sal del Comune di Perugia e da altri enti del Terzo settore e associazioni di promozione sociale, è stato restituito alla comunità. Sono intervenuti alla conferenza Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria; Fabio Barcaioli, assessore al welfare della Regione Umbria; Costanza Spera, assessora alle politiche sociali e pari opportunità del Comune di Perugia; Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali Umbria; Silvia Macchioni, esperta in arteterapia; Federica Mazzeschi, esperta in psicomotricità; Grzegorz Krzysztof Demarczyk, direttore dell’Opera Don Guanella – Centro Sereni di Perugia.

Il percorso ha intrecciato arteterapia e psicomotricità, con dieci incontri ciascuna, e artigianato terapia, con due appuntamenti a settimana per tutto l’anno. I colloqui individuali con i ragazzi e con le loro famiglie hanno mostrato che i progressi non riguardano soltanto l’impegno nel lavoro: sono cresciute le competenze e l’autostima, sono migliorate le relazioni e sono nate nuove amicizie.

Da questo lavoro è nata una linea di diari, album e cornici, realizzati in gran parte interamente dai ragazzi, dal taglio della carta alla cucitura, dall’incollaggio alla copertina. Ogni oggetto porta con sé una o più parole emerse durante le attività, stampate, incise o ricamate, e durante la conferenza i prodotti sono stati presentati dal vivo in una piccola esposizione.

“La disabilità può andare oltre il limite, il lavoro è un modo per uscire di casa e dimostrare quanto siamo bravi”, ha detto Loredana Zamponi, vicepresidente di Re.Leg.Art.

“Re.Leg.Art lavora per cambiare il sistema economico dominante: attraverso il lavoro restituisce diritti, autonomia e reddito, non svolge una funzione soltanto riparativa ma trasformativa”, ha detto Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali Umbria.

La presidente Silvia Romaniello ha aperto il suo intervento con un ringraziamento ai ragazzi, che hanno affrontato i percorsi con entusiasmo, aiutandosi a vicenda e superando insieme le difficoltà. Un grazie particolare è andato alla Fondazione Intesa Sanpaolo, che ha reso possibile l’intero progetto, e al Comune di Perugia, che ha concesso l’uso gratuito della palestra. Romaniello ha ringraziato anche le docenti Silvia Macchioni e Federica Mazzeschi, la cui professionalità è stata un pilastro del percorso, insieme ai tutor, alle studentesse dell’Università degli Studi di Perugia Marta, Chiara, Caterina e Aurora, che hanno affiancato i ragazzi durante il loro stage, e a Valerio, che ha collaborato attraverso il suo percorso Pcto. Parole di riconoscenza anche per gli operatori del Centro Sereni dell’Opera Don Guanella, Graziano, Sara e Federico, che hanno offerto un appoggio prezioso con attenzione e discrezione, e per Numero Zero, che ha ospitato l’incontro.

Un pensiero speciale è andato alle famiglie, perché l’effetto del progetto prosegue oltre le ore di laboratorio. A casa, hanno raccontato i genitori, i ragazzi tornano più tranquilli e autonomi, pronti ad affrontare non solo le sfide del lavoro ma anche quelle di ogni giorno.

“Progetti strutturati così non rappresentano la fine di qualcosa, ma un punto di partenza”, ha concluso Romaniello. “Abbiamo dimostrato che l’iniziativa funziona e abbiamo realizzato prodotti bellissimi. Per questo chiediamo alla Fondazione Intesa Sanpaolo, al Comune di Perugia e a tutti i nostri sostenitori di dare continuità a questo percorso, per migliorarlo ancora e coinvolgere sempre più persone e nuove attività”.

L’appello di Re.Leg.Art resta quello lanciato in apertura: “Aiutateci ad aiutare”, perché le parole rendono liberi e il lavoro dà vita.

La presidente Bistocchi ha detto: “L’articolo 1 della nostra Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, perché è il criterio più democratico che ci sia: siamo tutte e tutti uguali. Perciò progetti come questi rafforzano l’autonomia personale e l’inclusione sociale, che passa per l’inclusione lavorativa”.

L’assessora Spera ha detto: “Quelli di Re.Leg.Art non sono solo progetti, ma una visione di come rendere l’inclusione non solo forma ma sostanza, concretezza. Da 45 anni nella cooperativa lavorano come soci persone con disabilità che si pensa siano escluse dal mondo del lavoro: una società inclusiva è una società migliore per tutte e per tutti”.

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