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A rischio i percorsi di inclusione lavorativa di 4 donne fragili

La denuncia e la proposta di Legacoopsciali

Sulla base delle informazioni in possesso di Legacoopsociali Umbria a partire dal marzo 2026 le attività di pulizia dei locali del Comune di Magione non saranno più svolte da una cooperativa sociale umbra ma da una cooperativa di lavoro, quindi non sociale, di Parma.

Questo cambiamento, che a prima vista sembra un ordinario avvicendamento all’interno delle regole del mercato, potrà avere importanti effetti negativi per le persone oggi occupate in questo servizio. Nelle attività di pulizia del Comune di Magione, infatti, sono occupate 5 donne di cui 4 appartenenti alle categorie protette previste dalla legge 68/1999, 2 con disabilità fisica e 2 con disabilità fisica e disagio mentale.

Se a marzo subentrerà nella gestione delle attività di pulizia un nuovo soggetto i percorsi di inclusione lavorativa costruiti negli ultimi 20 anni in collaborazione con i servizi sociali comunali, potrebbero essere interrotti e le lavoratrici potranno rischiare di perdere il posto di lavoro. Questo perché le cooperative di lavoro, a differenza delle cooperative sociali, non hanno le competenze per realizzare in modo efficace i percorsi di inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Inoltre le cooperative di lavoro non beneficiano degli incentivi economici previsti a favore delle cooperative sociali per compensare la minore produttività delle persone con disabilità inserite al lavoro.

“Quando la gestione di un servizio passa da una cooperativa sociale ad una cooperativa di lavoro o ad un’impresa tradizionale – afferma Andrea Bernardoni presidente di Legacoopsociali – i lavoratori con disabilità sono i più penalizzati e anche quando sono assunti dal nuovo gestore dopo 6, massimo 9 mesi, lasciano il lavoro perché l’impresa che si è aggiudicato il servizio ha interesse a sostituire questi lavoratori con persone più produttive e meno problematiche. È per questo motivo che vogliamo aprire un confronto pubblico su questa notizia che, se confermata, rischia di penalizzare donne fragili”.

Il Comune di Magione rappresenta una buona pratica nell’inclusione lavorativa e da molti anni, collaborando con la cooperazione sociale, ha creato opportunità di lavoro per le persone con disabilità utilizzando lo strumento delle gare riservate alle cooperative sociali.

“Se le informazioni in nostro possesso sono corrette – continua Bernardoni – il Comune anziché effettuare direttamente una gara riservata alle cooperative sociali o farla effettuare per proprio conto alla Provincia di Perugia o Puntozero ha deciso di interrompere una buona pratica aderendo alla convenzione quadro stipulata da Puntozero dopo una gara a cui hanno partecipato grandi imprese a livello nazionale”. Nell’effettuare questa scelta il Comune non ha rispettato la legge regionale n. 2 del 2024 in base alla quale i Comuni e le altre amministrazioni pubbliche della regione ogni anno devono pubblicare almeno il venti per cento di gare riservate.

Come mai, nonostante nel servizio di pulizie sono occupate 4 donne fragili non è stata effettuata una gara riservata? In base alle informazioni in nostro possesso nel 2024 e nel 2025 il Comune di Magione non ha effettuato gare riservate come previsto dalla legge 2/2024, per quale ragioni non sta applicando la normativa regionale di settore? Per quale motivo il comune, disapplicando la legge 2/2024, ha deciso deliberatamente di ridurre i diritti e le opportunità delle persone con disabilità? Chiediamo al sindaco Lagetti di chiarire scelte che, a nostro avviso, penalizzano i cittadini più fragili”.

Legacoopsociali Umbria annuncia che ha preparato un’istanza di co-progettazione che sarà presentata nei prossimi giorni alla giunta comunale di Magione.

“Questa istanza – conclude Bernardoni – per il servizio di pulizie ha l’obiettivo di consolidare l’occupazione delle donne oggi occupate e inserire al lavoro ulteriori 4 persone con disabilità. Un percorso che permetterà al comune anche un risparmio economico. Se il sindaco Lagetti e la giunta ritengono che l’inclusione delle persone con disabilità è un’attività da promuovere e sostenere potranno accogliere l’istanza e pubblicare un avviso pubblico aperto a tutti gli enti di terzo settore. Auspichiamo che questa nostra sollecitazione, fatta con la massima trasparenza, sia positivamente accolta dal Comune”.

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