Una Sala dei Notari gremita, attenta e partecipe ha accolto il convegno del 14 maggio “Attenzione Educativa – Processi evolutivi nelle pratiche inclusive a scuola”, promosso da R.T.I. Borgorete – Polis Cooperative Sociali in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e con il patrocinio del Comune di Perugia.
L’iniziativa ha registrato una partecipazione numerosa e trasversale, confermando quanto il tema dell’inclusione scolastica, del ruolo educativo e dell’evoluzione dei servizi di assistenza educativa rappresenti oggi una questione centrale per il territorio e per la comunità educante nel suo insieme.
Educatrici ed educatori, Dirigenti Scolastici, docenti, famiglie, operatori sociali, rappresentanti istituzionali, studenti e cittadinanza hanno animato un pomeriggio intenso di confronto, riflessione e condivisione, capace di restituire la complessità ma anche la forza delle pratiche inclusive costruite quotidianamente dentro e attorno alla scuola.
Particolarmente significativa è stata la presenza delle istituzioni cittadine e accademiche, che hanno contribuito ad arricchire il dibattito e a rafforzare il senso di una responsabilità condivisa rispetto ai temi educativi e sociali emergenti. Un sentito ringraziamento va dunque al Comune di Perugia e alle assessore presenti: Assessora all’Istruzione Francesca Tizi e Assessora alle Politiche Sociali Costanza Spera; all’Università degli Studi di Perugia: al Professore Marco Moschini Direttore del FISSUF e alla Professoressa Moira Sannipoli; ai dirigenti scolastici e a tutti i soggetti coinvolti per la partecipazione, la vicinanza e il contributo offerto.
Il convegno ha rappresentato anche la restituzione di un percorso di lavoro e ricerca sviluppato negli ultimi tre anni insieme al FISSUF dell’Università degli Studi di Perugia, nato dalla necessità di interrogarsi sul significato contemporaneo dell’attenzione educativa alla luce dei profondi cambiamenti dei bisogni espressi da studenti con e senza disabilità.
Nel corso degli interventi è emersa con forza la consapevolezza che oggi non sia più sufficiente parlare esclusivamente di “assistenza”, ma che il lavoro educativo richieda una presenza capace di interagire con i singoli, con i gruppi e con i contesti, contribuendo alla costruzione di ambienti scolastici realmente inclusivi, relazionali e partecipati.
Un ringraziamento speciale va infine a tutte le operatrici e a tutti gli operatori educativi che hanno partecipato con una presenza viva, vibrante e profondamente autentica. La qualità dell’ascolto, delle testimonianze e della partecipazione ha restituito il senso profondo di una comunità professionale che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, costruisce relazioni, possibilità e percorsi di crescita accanto ai ragazzi e alle ragazze.
L’ampia partecipazione e il clima di confronto emerso durante l’evento confermano la necessità di continuare ad investire in spazi di riflessione condivisa, ricerca e co-progettazione tra istituzioni, scuola, università e terzo settore, per affrontare insieme le sfide educative del presente e del futuro.


