Legacoopsociali avanza la proposta di costruire delle vere e proprie politiche pubbliche per la partecipazione e collaborazione
Grande partecipazione al seminario organizzato da Legacoopsociali Umbria durante il quale esperti nazionali, amministratori pubblici, cooperatori sociali, rappresentanti di Anci Umbria, Provincia di Perugia, Università di Perugia, Regione Umbria e delle associazioni cooperative si sono confrontati sul legame tra democrazia e amministrazione condivisa. Hanno aperto i lavori i saluti del presidente di Legacoop Umbria Danilo Valenti, poi l’introduzione di Andrea Bernardoni presidente Legacoopsociali Umbria. I vari panel che si sono succeduti hanno visto la presenza, in ordine, di Gianfranco Marocchi direttore rivista Impresa Sociale, Roberta Rosati presidente FARE cooperativa sociale, Veronica Cavallucci vice sindaca del Comune di Assisi, Nadia Pasquali presidente Lagodarte impresa sociale, Antonio Meoni dell’area cultura, comunicazione e istruzione del Comune di Castiglione del Lago, Marta Gallinella coordinatrice pedagogica della Cooperativa Il Cerchio, Maria Paola Fedeli coordinatrice pedagogica del Comune Di Spoleto, Claudio Crispoltoni ufficio partecipazione del Comune di Perugia, Anna Lisa Lelli della Regione Umbria, Antonio Picciotti dell’Università degli Studi di Perugia, Roberta Veltrini di Confcooperative Federsolidarietà Umbria e Costanza Spera in rappresentanza di Anci Umbria.
Alla base del seminario c’è l’idea che la democrazia non è acquisita una volta per tutte ma è un sistema in continuo divenire esposto alle tensioni presenti nella società. Negli ultimi anni il persistere del neoliberismo, le radicali trasformazioni tecnologiche in atto, l’enorme concentrazione di ricchezza e potere in poche mani, le crescenti diseguaglianze, l’aumentare della complessità stanno generando una sempre maggiore disaffezione verso il voto, favorendo la ricerca di soluzioni apparentemente semplici ed immediate.
Tra tante ombre, tuttavia, vi sono anche diverse luci. Le giovani generazioni sono state in prima fila nel contrasto al cambiamento climatico; oggi i giovani sono impegnati nella difesa dei diritti civili e sono i primi a denunciare la disumanità delle guerre e l’insensatezza della corsa al riarmo. A livello locale si stanno sperimentando nuove forme di partecipazione e cittadinanza attiva, di solidarietà e mutualismo, di cooperazione e impresa sociale.
“In Umbria – afferma Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali – si stanno sperimentando nuove forme di rapporto tra pubblico e privato che, attuando l’articolo 118 della Carta Costituzionale, anziché applicare in modo acritico le ricette del neoliberismo percorrono la strada democratica del governo della complessità che si fonda sulla collaborazione. Attraverso i patti di collaborazione, la co-progettazione e la co-programmazione cittadini attivi ed enti di Terzo settore insieme a numerosi enti locali stanno praticando forme di amministrazione condivisa alternative al profitto e al mercato. Esperienze che anziché erodere rigenerano fiducia e capitale sociale, dove i cittadini praticano democrazia”.
“Come Anci – dice Costanza Spera – ho voluto portare la testimonianza per cercare di innovare il nostro modo di fare amministrazione e di gestire i servizi pubblici. L’Amministrazione condivisa non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per innovare veramente e in maniera strutturale i nostri servizi. Ormai l’appalto è una procedura per molti aspetti superata. Dobbiamo cercare di portarla nelle amministrazioni. Già lo stiamo facendo sempre con la consapevolezza che coprogettare e coprogrammare con il territorio, con le cooperative sociali è un valore aggiunto per le cittadine e i cittadini per la qualità dei servizi, che dopo questi processi, si riescono a ricevere. I relatori, di altissimo rilievo, ci permettono di tracciare un solco e un percorso verso un’innovazione ormai arrivata a un punto in cui è necessaria e indispensabile per il futuro delle amministrazioni pubbliche”.
Le buone pratiche di amministrazione condivisa diffuse in Italia ed in Umbria, tuttavia, non sono ancora divenute una politica né a livello nazionale né a livello locale è per questo motivo che è necessario un cambio di passo. “Così come ci sono le politiche per la concorrenza e la competizione – conclude Bernardoni – devono essere introdotte le politiche per la collaborazione e la partecipazione”.


