Medicina generale Umbria, una cooperativa che ridisegna la medicina di territorio

La cooperativa di Legacoop Umbria con all’attivo 25 professionisti uniti per garantire continuità assistenziale e una sanità più efficiente.

Nasce in Umbria una nuova esperienza destinata a lasciare il segno sul futuro della medicina territoriale. Si chiama Medicina generale Umbria ed è una cooperativa composta da 25 medici di famiglia che hanno scelto di mettere in comune competenze, strumenti e organizzazione per rispondere in modo concreto alle trasformazioni della sanità territoriale e alle nuove esigenze dei cittadini. Il progetto, realizzato in collaborazione con Legacoop Umbria, rappresenta, la principale cooperativa, per dimensione, di medici associata al sistema cooperativo regionale.

“L’obiettivo – dice Matteo Ragnacci presidente di Legacoop produzione e servizi Umbria – è costruire un modello moderno, capace di rafforzare la continuità assistenziale e soprattutto ha la finalità di migliorare la qualità del servizio. Come Legacoop accompagniamo questo percorso con competenza, visione e responsabilità: offriamo supporto organizzativo, amministrativo e strategico affinché le cooperative tra medici diventino un punto di riferimento stabile nella vita delle comunità umbre. L’idea nasce da un’esigenza sempre più evidente: rendere il lavoro dei medici di famiglia più organizzato e strutturato attraverso una logica cooperativa”. La condivisione degli acquisti, la gestione di personale dipendente comune e la possibilità di organizzare sostituzioni interne permetteranno infatti di ottimizzare le assenze e le carenze temporanee, garantendo ai pazienti un punto di riferimento costante mantenendo il rapporto fiduciario con i pazienti. In questo modo nessun cittadino rimarrà senza assistenza e il servizio diventerà più stabile, efficiente e vicino ai bisogni del territorio e delle comunità. Il modello si inserisce in un percorso più ampio di collaborazione già avviato nel circuito Legacoop tra i territori dell’Italia centrale, con l’obiettivo di mettere a sistema competenze ed esperienze da replicare. “In Toscana – dichiara Maurizio Pozzi presidente della cooperativa medici 2000 di Siena – abbiamo un’esperienza di 26 anni con la nostra cooperativa che ad oggi conta circa 280 medici e 150 collaboratori. Un’esperienza che ci ha fatto capire quanto il modello cooperativo possa essere uno strumento importante per sostenere i professionisti e per organizzare meglio il lavoro medico. Proprio per questo abbiamo sentito il bisogno di metterci a disposizione degli altri, e aiutando chi ancora non si è organizzato in forma cooperativa. L’obiettivo è offrire strumenti concreti di gestione organizzativa”. Una cosa su cui punterà la neonata Medicina generale Umbria è la possibilità della condivisione di tecnologie e strumenti, anche costosi, utili per sviluppare servizi di telemedicina e diagnostica di primo livello sul territorio, aiutando così il Sistema sanitario nazionale, dice il presidente Paolo Brunelli. E continua ”La nascita della cooperativa ci proietta verso un futuro di razionalizzazione sgravandoci quasi completamente da incombenze amministrative e dalla gestione dello studio. In questo modo potremo offrire ai cittadini risposte più rapide e vicine alla propria casa, facendo risparmiare al paziente i costi dello spostamento ed alleggerire le strutture più grosse già congestionate. Abbiamo creduto fin da subito in questa scommessa che aiuterà a smaltire le liste d’attesa e permetterà agli specialisti di concentrarsi sui casi più complessi. Il ringraziamento va al Dott. Maurizio Pozzi per tutto il supporto che ci ha dato. La richiesta di adesione è esponenziale e stiamo incontrando colleghi su tutto il territorio regionale”. Per il presidente Matteo Ragnacci la nascita della cooperativa di medici di medicina generale è un progetto che arriva in un momento essenziale, in cui la sanità di prossimità è profondamente mutata e richiede nuovi modelli organizzativi capaci di garantire continuità. “Oggi l’Umbria – prosegue – vive una situazione complessa: nonostante alcuni indicatori appaiano sotto controllo, il sistema mostra segnali di forte sofferenza. Di fronte a 182 posti disponibili, soltanto 13 medici hanno risposto all’avviso regionale confermando una crescente difficoltà a rendere attrattiva la professione nei territori periferici. Il bollettino ufficiale della Regione del 2025 certifica una carenza strutturale di 169 medici di medicina generale, con aree interne che superano addirittura i 1.800 assistiti per medico. La cooperativa dei medici è dunque molto più di un progetto: è un atto di cura verso l’Umbria e verso la sua comunità”.

I medici stando insieme possono superare l’isolamento professionale per costruire una medicina di prossimità moderna, integrata e realmente sostenibile.

“Le cooperative di medici – sottolinea Michele Pallini, responsabile ufficio fiscale di Legacoop Umbria – rientrano nell’accordo collettivo nazionale, che consente la gestione delle medicine di gruppo tramite una forma societaria, a condizione che questa sia stabilmente composta in prevalenza da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. La cooperativa, il cui scambio mutualistico prevalente consiste nell’erogazione ai soci di servizi a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle reperibili sul mercato, applica il regime iva di esenzione per le prestazioni rese ai soci che hanno un pro-rata di detrazione non superiore al 10% nel triennio”.

Un settore al quale Legacoop punta tanto per il futuro in quanto a livello nazionale è presente un dipartimento dedicato. “In un Servizio sanitario nazionale – commenta Filippo Barbieri responsabile Progetto Salute di Legacoop Nazionale – sotto pressione e segnato da crescenti disuguaglianze, Legacoop Sanità rafforza la sanità territoriale attraverso il modello cooperativo. Con 50 cooperative e 5.000 medici di medicina generale e pediatri soci, rappresenta e coordina le loro forme associative. Un impegno concreto per tutelare il carattere mutualistico dei servizi sanitari e garantire che la salute resti un diritto, non un privilegio. ll rafforzamento della sanità territoriale è parte di un più ampio progetto nazionale. Il nostro Progetto Salute mira a rafforzare il sistema sanitario nazionale attraverso una rete cooperativa della salute integrata e radicata nei territori”.