Servizi residenziali per minori: la cooperazione sociale apprezza l’adeguamento delle tariffe e l’avvio del percorso di revisione del regolamento che disciplina le comunità per minori

La Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento dei limiti minimi e massimi delle rette per i servizi residenziali socioeducativi destinati ai minori con l’obiettivo di tutelare la qualità educativa e la dignità del lavoro sociale. Le rette, infatti, erano state fissate nel 2018 e non erano più in grado di coprire il costo del lavoro degli operatori sociali e gli altri costi dei servizi per minori. La Giunta, inoltre, su impulso dell’assessore al welfare Fabio Barcaioli, ha avviato il percorso di revisione ed aggiornamento del regolamento che definisce gli standard delle comunità per minori con l’obiettivo di rendere tali servizi sempre più adeguati ai bisogni dei ragazzi che, dopo la crisi pandemica, vivono condizioni di disagio sempre più forti.

“Apprezziamo la scelta fatta dalla Giunta regionale ed il percorso che ha portato all’aggiornamento delle rette e che, nei prossimi mesi, permetterà di adeguare anche i parametri organizzativi delle comunità per minori”. Questo è il giudizio unanime di Agci imprese sociali, Federsolidarietà e Legacoopsociali espresso in una nota congiunta.

“La decisione della Giunta regionale – afferma Andrea Bernardoni, presidente Legacoopsociali Umbria – è un atto estremamente importante che permette di assicurare la qualità dei servizi e di garantire la tenuta economica delle imprese impegnate nella gestione. Vogliamo ringraziare l’assessore Barcaioli che negli ultimi mesi del 2025 ha avviato un percorso partecipato con gli enti di Terzo settore e le imprese sociali che non si conclude con la revisione delle rette ma continuerà nel 2026 e sarà finalizzato anche all’elaborazione del nuovo piano sociale”.

“Molto importante – aggiunge Roberta Veltrini, presidente di Federsolidarietà – è il lavoro di concertazione fatto sino ad ora e la “road map” che porterà alla revisione del regolamento che disciplina le comunità per minori che verrà presentato l’11 maggio presso la Scuola di Villa Umbra, dove tutti gli attori coinvolgi, con l’ausilio di esperti nazionali e locali, potranno prendere parte ad un laboratorio partecipativo volto a riformare l’intero impianto regolatorio di questi servizi con l’obiettivo di renderli più rispondenti ai mutati bisogni dei minori”.

“L’adeguamento dei limiti minimi e massimi – si legge nella nota delle associazioni cooperative – va a sanare una situazione di grande criticità che ha esposto per anni le imprese sociali impegnate nella gestione delle comunità per minori a maggiori costi di gestione dovuti all’incremento dei salari e dell’inflazione. Come sottolineato dall’assessore Barcaioli questa scelta è anche coerente con la recente sentenza del Tar del Piemonte e consente ai comuni di adeguare le rette dei servizi residenziali per minori”.

Infine, le associazioni cooperative evidenziano una criticità emersa negli ultimi giorni e legata alla scelta compiuta dall’Assemblea Legislativa dell’Umbria che con la l.r. 7 aprile 2026, n. 4, ha abrogato – senza alcun confronto preliminare – la norma regionale che permetteva sino al 31/12/2027 ai laureati in Scienze e tecniche psicologiche, Servizio sociale e sociologia di svolgere la funzione di educatore professionale. “Questa scelta compiuta dall’Assemblea legislativa è arrivato come un fulmine a ciel sereno, mette in grande difficoltà i servizi di welfare e mette a rischio occupazionale numerosi lavoratori, laureati e con esperienza. Per queste ragioni chiediamo all’Assemblea legislativa dell’Umbria di intervenire, correggendo quello che a nostro avviso è un errore compiuto in buona fede”.