Legacoop porta a Perugia il modello della Dieta Mediterranea: cooperazione e filiere al centro del confronto

Dal decalogo promosso da Legacoop Agroalimentare al valore dell’esperienza agroalimentare umbra: istituzioni, imprese cooperative, organizzazioni agricole si sono confrontate sul futuro delle filiere tra sostenibilità, lavoro e territorio.

Dieci principi per ripensare il rapporto tra cibo, salute, lavoro e territorio. È partito dal decalogo del Manifesto cooperativo della Dieta Mediterranea di Legacoop il confronto che si è svolto a Perugia, dove istituzioni, mondo agricolo e imprese cooperative si sono ritrovati per discutere il futuro dell’agroalimentare partendo da un modello che unisce qualità delle produzioni, sostenibilità ambientale e giustizia sociale. Un documento che mette nero su bianco una visione del sistema agroalimentare capace di tenere insieme dignità del lavoro agricolo, accesso al cibo sano, tutela della biodiversità e valorizzazione delle comunità locali. Al centro dell’incontro l’esperienza dell’agroalimentare umbro, un sistema che vede nella cooperazione una componente fondamentale della filiera regionale. Dalla trasformazione lattiero-casearia alla molitoria, dalla ristorazione collettiva alla distribuzione organizzata, il mondo cooperativo rappresenta infatti una rete diffusa di imprese che coinvolge decine di cooperative e migliaia di soci produttori, contribuendo alla valorizzazione delle produzioni locali e al presidio economico e sociale dei territori. Nei saluti il presidente di Legacoop Umbria Danilo Valenti, ha sottolineato: “I dieci punti ci ricordano che il cibo non è soltanto un prodotto economico ma un elemento che tiene insieme salute, lavoro, ambiente e comunità. In Umbria questo approccio è già realtà grazie alla cooperazione agroalimentare, che da decenni costruisce filiere radicate nel territorio e capaci di generare valore condiviso. Le nostre cooperative dimostrano che è possibile coniugare qualità delle produzione. In una fase segnata da cambiamenti climatici, tensioni sui mercati e trasformazioni nei consumi, la cooperazione rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare le imprese agricole, e mantiene vivo il tessuto economico delle aree rurali”.

Sulla stessa linea Andrea Radicchi, responsabile Legacoop Agroalimentare Umbria, che ha evidenziato il valore concreto del Manifesto nel rafforzare il legame tra produzione agricola e consumo consapevole: “Quando parliamo di Dieta Mediterranea non stiamo parlando semplicemente di un elenco di alimenti o di uno schema nutrizionale. Parliamo di un vero modello culturale che tiene insieme produzione agricola, consumo consapevole, relazioni sociali, salute pubblica e rispetto del territorio. È l’idea che il cibo non sia soltanto un prodotto, ma relazione tra chi coltiva e chi consuma, tra generazioni, tra uomo e ambiente. In questo senso la Dieta Mediterranea è profondamente coerente con l’identità cooperativa, perché anche la cooperazione è relazione, comunità e partecipazione. Non vogliamo celebrare un documento, ma mettere sul tavolo una proposta di modello di sviluppo. Dall’olio al vino, dai cereali ai legumi, dal latte ai formaggi, la Dieta Mediterranea può diventare una leva concreta di sviluppo territoriale, capace di rafforzare le imprese, valorizzare le produzioni locali e creare nuove opportunità per le comunità”. Il dibattito è stato moderato da Sara Guidelli, direttrice di Legacoop Agroalimentare, che ha accompagnato il confronto tra i diversi attori della filiera sottolineando l’importanza di costruire alleanze tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca per rendere la Dieta Mediterranea un progetto concreto di sviluppo territoriale e di innovazione del sistema alimentare.

All’iniziativa hanno partecipato Massimiliano Presciutti presidente Provincia di Perugia, Matteo Baldelli presidente della Molini Popolari Riuniti, Carlo Catanossi presidente della Gruppo Grifo Agroalimentare, Marco Romanelli presidente della Rondine a Maccarello, Susanna Straccali presidente Cooperativa Aurora, Marco Segoloni senior sales account della Cirfood, Alessandro Meozzi direttore relazioni esterne Pac 2000A Conad, Simona Meloni assessore alle politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria, Matteo Bartolini presidente di Cia Umbria, Matteo Pennacchi presidente di Confagricoltura Umbria, Camilla Laureti europarlamentare, Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria, ha concluso i lavori Cristian Maretti, Presidente Legacoop Agroalimentare.