Firmato il primo protocollo d’intesa in Italia per un nuovo modello di appalti pubblici


Provincia di Perugia, organizzazioni sindacali e cooperazione sociale insieme per promuovere qualità del lavoro, dei servizi e inclusione

Provincia di Perugia, organizzazioni sindacali e cooperazione sociale insieme per un nuovo modello di appalti pubblici che mette al centro la qualità del lavoro, dei servizi e l’inclusione lavorativa. È questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina nella Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia tra l’Ente di Piazza Italia e l’Osservatorio regionale Appalti e Accreditamenti dell’Umbria, organismo paritetico composto da Agci Imprese Sociali Umbria, Legacoopsociali Umbria, Federsolidarietà Umbria, Fp Cgil Umbria, Cisl Fp Umbria, Fisascat Cisl Umbria, Uil Fpl Umbria e Uiltucs Umbria. L’accordo rappresenta un passo importante nell’attuazione della Legge regionale Umbria n. 2/2024 sulla qualità del lavoro e dei servizi alla persona, dopo la preadozione da parte della Giunta regionale delle Linee guida previste dalla stessa norma. È inoltre il primo di questo tipo sottoscritto in Italia e si candida a rappresentare una buona pratica a livello nazionale.

Non si tratta soltanto della firma di un accordo istituzionale, ma della scelta condivisa di costruire un modello di appalti pubblici nel quale la qualità del lavoro, dei servizi e l’inclusione sociale diventano elementi centrali delle politiche pubbliche. Con questo Protocollo le parti si impegnano a utilizzare la domanda pubblica di beni e servizi per perseguire anche obiettivi di natura sociale.

Ad aprire gli interventi è stato il vicepresidente della Provincia di Perugia, Riccardo Vescovi, che ha evidenziato il valore del Protocollo come strumento concreto per dare attuazione alla Legge regionale 2/2024. “Il lavoro – ha detto – è il più efficace strumento di inclusione sociale: significa autonomia, dignità e piena cittadinanza. Attraverso questo accordo utilizziamo gli appalti pubblici per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e delle persone svantaggiate, senza determinare costi aggiuntivi per l’amministrazione, ma valorizzando strumenti già previsti dalla normativa. È una scelta che produce benefici per le persone, per le loro famiglie e per l’intera collettività, perché una comunità più inclusiva non è soltanto più giusta: è anche più forte”.

La Legge regionale n. 2/2024 ha segnato un cambio di prospettiva: gli appalti pubblici non devono più essere governati dalla logica del massimo ribasso, che troppo spesso ha prodotto precarietà, compressione dei diritti dei lavoratori e riduzione della qualità dei servizi, ma diventare strumenti capaci di generare valore sociale, tutelare il lavoro e migliorare le prestazioni offerte ai cittadini.

In questo quadro il Protocollo assume un valore particolarmente significativo. Da un lato rafforza l’impegno della Provincia di Perugia ad applicare pienamente i principi della legge regionale nelle procedure di affidamento dei servizi, promuovendo la qualità progettuale, la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro, la tutela occupazionale nei cambi di gestione e la valorizzazione delle professionalità. Dall’altro introduce un elemento di straordinaria innovazione sociale: la piena valorizzazione dei contratti riservati destinati agli operatori economici che promuovono l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e svantaggiate. L’obiettivo è trasformare gli appalti pubblici in una concreta opportunità di inclusione, autonomia e dignità attraverso il lavoro.

La Provincia di Perugia assume un duplice ruolo. Come amministrazione aggiudicatrice si impegna a programmare e utilizzare gli strumenti previsti dalla normativa per favorire l’occupazione delle persone più fragili, dimostrando che una pubblica amministrazione può orientare la propria spesa verso obiettivi di sviluppo sociale senza determinare maggiori costi per la collettività. C’è poi un secondo aspetto destinato ad avere un impatto ancora più ampio. La Provincia di Perugia opera inoltre quale Centrale di Committenza e Stazione Unica Appaltante per numerosi Comuni del territorio provinciale. Attraverso l’intesa non si limiterà quindi ad applicare tali principi alle proprie procedure di gara, ma accompagnerà gli enti locali nella costruzione di bandi coerenti con la Legge regionale n. 2/2024, contribuendo a diffondere una nuova cultura degli appalti fondata sulla legalità, sulla qualità del lavoro e sulla responsabilità sociale.

Per le organizzazioni sindacali questo rappresenta un risultato di particolare rilievo. Significa rafforzare la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati negli appalti ad alta intensità di manodopera, garantendo continuità occupazionale nei cambi di gestione, corretta applicazione dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, salvaguardia delle professionalità acquisite e contrasto a tutte quelle forme di concorrenza che scaricano il costo degli appalti sulle condizioni di lavoro.

Per la cooperazione sociale il Protocollo costituisce un riconoscimento del ruolo che le imprese sociali svolgono nella costruzione del welfare territoriale. Le cooperative sociali dimostrano ogni giorno che è possibile coniugare qualità dei servizi, sostenibilità economica e inclusione lavorativa delle persone più fragili. Per questo motivo gli strumenti previsti dalla legge e valorizzati dal Protocollo rappresentano un’opportunità per promuovere una competizione fondata sulla qualità dei progetti, sull’innovazione sociale e sulla capacità di creare valore per le comunità, superando definitivamente la logica del massimo ribasso.

L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e delle persone svantaggiate produce benefici che vanno oltre il singolo inserimento occupazionale. Ogni persona che accede al lavoro conquista autonomia, dignità e piena cittadinanza, mentre il sistema pubblico rafforza la coesione sociale e riduce progressivamente il ricorso agli interventi esclusivamente assistenziali.

L’intesa dimostra come istituzioni, organizzazioni sindacali e cooperazione sociale possano lavorare insieme per costruire politiche pubbliche innovative, capaci di generare valore per le comunità e di orientare gli appalti pubblici verso obiettivi di sviluppo sociale.