Bernardoni: “Sulle lavoratrici delle pulizie del Comune di Magione avevamo lanciato l’allarme otto mesi fa”
Perugia – “Non era allarmismo. Era la previsione di un rischio concreto, che oggi purtroppo trova conferma nei fatti”.
Legacoopsociali Umbria interviene dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte della Filcams Cgil di Perugia per le lavoratrici impegnate nel servizio di pulizia degli immobili del Comune di Magione. Una vicenda che, secondo Legacoopsociali Umbria, conferma le preoccupazioni espresse i primi giorni del 2026, quando era stato denunciato il rischio che il cambio di gestione del servizio potesse mettere in difficoltà percorsi di inclusione lavorativa costruiti nel tempo. Questo perché nel servizio di pulizie erano impiegate donne fragili, alcune appartenenti a categorie protette, inserite al lavoro dalle cooperative sociali del territorio.
“Nel gennaio 2026 – afferma Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali Umbria – avevamo criticato la scelta fatta dal Comune di Magione di aderire alla convenzione quadro regionale gestita da Punto Zero e, in applicazione dell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, dell’articolo 6 del Codice dei Contratti Pubblici e della Legge Regionale N. 2/2023 che disciplina gli strumenti di amministrazione, avevamo costruito insieme ad una cooperativa sociale del territorio un’istanza di coprogettazione con l’obiettivo di consolidare l’occupazione delle donne occupate nel servizio di pulizie e inserire al lavoro ulteriori 4 persone con disabilità. Un percorso che avrebbe permesso al comune anche un significativo risparmio economico”.
L’istanza di coprogettazione è stata presentata al Comune di Magione il 9 gennaio e prevedeva l’occupazione di tutte le lavoratrici occupate nel servizio di pulizie, la presenza di un tutor che avrebbe supportato le lavoratrici con disabilità e svantaggiate, interventi formativi mirati e l’inserimenti di ulteriori tre lavoratrici fragili in attività economiche che sarebbero state sviluppate nel territorio comunale dalla cooperativa sociale. Il 16 gennaio, inoltre, Legacoopsociali Umbria ha scritto al Sindaco ed alla Giunta di Magione segnalando il rischio concreto e documento di un peggioramento delle condizioni di lavoro delle lavoratrici fragili impegnate nel servizio di pulizie, illustrando tutte le norme nazionali e regionali che permettano ai comuni di utilizzare lo strumento della coprogettazione per sostenere l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
“Nonostante le nostre sollecitazioni – continua Bernardoni – il sindaco Lagetti ha deciso di non aprire il tavolo di confronto istituzionale a cui avrebbe potuto invitare anche le organizzazioni sindacali e il 6 febbraio ha rigettato l’istanza di coprogettazione presentata che avrebbe avviato una procedura di evidenza pubblica con al centro l’interesse delle persone fragili occupate nel servizio. Questi passaggi, che abbiamo voluto evidenziare con la massima trasparenza, individuano in modo chiaro le responsabilità politiche ed istituzionali del Sindaco e della Giunta. Il Comune di Magione aveva a disposizione diversi strumenti amministrativi, tra questi ha scelto quello che offriva minori tutele alle lavoratrici, che sono state costrette a proclamare lo stato di agitazione”.
Per Legacoopsociali Umbria la vicenda di Magione dimostra che nei servizi in cui sono coinvolte persone con fragilità non è possibile ragionare soltanto in termini di costi e continuità formale del posto di lavoro. La continuità occupazionale, infatti, non basta se non viene accompagnata dalla tutela effettiva delle condizioni economiche, relazionali e organizzative.
“Lo avevamo detto con chiarezza, – prosegue Bernardoni – in questi casi il lavoro non è solo una mansione da garantire dentro un appalto. È parte di un progetto di inclusione. Se si interrompe quel contesto, se si cancellano le competenze maturate dalla cooperazione sociale, se si guarda soltanto alla gestione del servizio, il rischio è che a pagare siano proprio i più fragili, come sta accadendo a Magione. Per fortuna in Umbria ci sono anche amministrazioni attente all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e svantaggiate come la Regione Umbria che sta attuando le Leggi regionali 2/2023 e 2/2024, il Comune di Perugia che ha inserito nel regolamento comunale dei contratti pubblici l’impegno a pubblicare almeno il venti per cento delle gare riservate alle imprese che inseriscono al lavoro persone con disabilità, la Provincia di Perugia e l’Adisu che hanno sottoscritto specifici protocolli di intesa sul tema dell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”.


