Lavoro, Alleanza Cooperative “Se il futuro è digitale facciamo in modo che sia più possibile cooperativo”

COMUNICATO STAMPA

 

Roma, 5 aprile 2022 – Sviluppare una cultura digitale cooperativa, valorizzare la contrattazione collettiva tra le organizzazioni più rappresentative anche per i platform workers, no ad automatismi per qualificare i rapporti di lavoro, trasferire i principi mutualistici nelle professioni e nelle piattaforme digitali.

Questi, in sintesi, i temi principali dell’audizione dell’Alleanza delle Cooperative davanti alla commissione Lavoro della Camera che sta esaminando la proposta di direttiva Ue sul miglioramento nelle condizioni di lavoro attraverso le piattaforme digitali. 

“Come Alleanza delle Cooperative abbiamo sempre sostenuto il nostro convincimento e impegno per l’affermazione del lavoro dignitoso, ritenendo tuttavia in via prioritaria che tale obiettivo possa essere perseguito in modo più efficace attraverso un corretto esercizio della contrattazione collettiva tra le organizzazioni più rappresentative. Anche sulle professioni qualificabili tra i platform workers, in questi ultimi anni abbiamo dato dimostrazione di disciplinarne e regolamentarne alcuni aspetti nell’ambito di CCNL da noi sottoscritti: il caso più noto è quello dei rider, inclusi all’interno del contratto collettivo nazionale del comparto merci e logistica già dal 2017”. 

A tal proposito l’Alleanza chiede che venga garantita agli operatori economici la possibilità di utilizzare, purché correttamente e senza abusi, la tipologia contrattuale che meglio si adatta alla situazione e alla prestazione senza meccanismi automatici di presunzione al ricorrere dei quali un rapporto di lavoro sarebbe definito subordinato a tempo indeterminato. L’assenza di una presunzione dovrebbe essere valutata come un elemento di libertà e vantaggio per gli stessi lavoratori in piattaforma ad operare, senza schemi precostituiti, in qualità di autonomi. 

Sempre riguardo il rapporto di lavoro la vera centralità della questione affrontata nella direttiva risiede in due differenti aspetti: la gestione dei dati e la equa redistribuzione della ricchezza da essi prodotta. 

“Ed è proprio in questo contesto economico e sociale – aggiunge l’Alleanza – che sosteniamo la necessità di sviluppare una cultura digitale cooperativa, valorizzando la specificità cooperativa nell’universo e nella nuova economia digitale, strutturando percorsi e servizi non come una mera traslazione e applicazione dei criteri e delle dinamiche dell’economia e della società digitale al mondo cooperativo, ma come processo autonomo e differenziante del mondo cooperativo al digitale fondato sui valori di mutualismo, democrazia economica, trasparenza, collaborazione e condivisione.